Fare il riassunto velocemente con il Mac

summarize

Alzi la mano chi ha mai usato il servizio di riassunti made in apple. Io mai e non mi ero neanche mai accorto della funzione e dire che esiste gia da Panther.

Il funzionamento e’ molto semplice, basta andare in una pagina web usando Safari, selezionare un testo e cliccare la funzione Summarize sotto Finder / Services. Il testo verra’ copiato in una finestrella dove abbiamo l’opzione di selezionare quanti paragrafi o frasi del riassunto vogliamo.

Il programma crea il riassunto in base alle keyword e frasi usate e incredibilmente spesso viene anche bene. In un test che ho fatto riassume questa intera pagina con:

The teenage hacker sparked a tech-world frenzy last week when he unlocked his Apple iPhone from AT&T’s wireless network, freeing the gadget for use on other mobile networks.

Queste 2 righe non sono in cima all’articolo, cio’ vuol dire che il programmino e’ anche intelligente.

Purtroppo non tutti i programmi supportano questo funzione, ma basta copiare e incollare il testo in textpad e dopo summarize sara’ disponibile.

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14 Risposte

  1. Per i grassetti, il giustificato e i link ti rimando ai commenti precedenti. Per il fatto che una sola funzione di OSX meriti un articolo lo lascio al tuo buon senso.

    Meglio raccogliere “qualche funzione” in più in un post di trucchi, o TIPS, come vuoi su OSX. Uno come te Mirko, ne conoscerà decine ;)

    In ogni caso, visto che il test l’hai fatto tu, perchè citare testo in inglese quando il riassunto lo fa anche in italiano? Sarebbe stato carino, per esempio riassumere un precedente post nel blog. Per la foto poi (anche se questa era carina) potevi usare uno screenshot mentre ci lavoravi.

    Penserai che sono un rompiscatole, ora. Ci ho fatto l’abitudine…

  2. beh oggi e’ una domani 2, 3, 4, cosi quando uno premera’ osx trovera’ tutti i trucchetti separati, piu’ bello no?

    per l’inglese, l’ho fatto cosi perche’ ho il system in inglese e ho i comandi e menu in questa lingua. Ci avevo pensato a farlo in italiano ma non volevo sbagliare le traduzioni. Poi non so se funzia il riassunto in italiano usando la versione inglese. La foto e’ lo screenshot mentre ci lavoravo… infatti si legge il testo che ho riportato.

  3. Funziona, funziona (certo non lo raccomanderei per un esame). ;)

  4. Visto da vicino, Michael O’Leary, irlandese, non ha certo il “phisique du role” del rivoluzionario. E’ mingherlino, minuto, anonimo, il tipo che passa inosservato in una folla. Soltanto gli occhi, vivacissimi, sempre in movimento, come pronti a cogliere ogni minaccia e opportunità in agguato, rivelano qualcosa della sua formidabile personalità. Eppure non c’è dubbio che questo irlandese di 46 anni, ora intenzionato a comprarsi la Malpensa, sia stato l’artefice di una rivoluzione che ha scosso e profondamente trasformato l’Europa, non soltanto in cielo, dove si svolge principalmente la sua attività, ma anche sulla terra.
    Quando vengono elencati i grandi cambiamenti sociali dell’ultimo decennio, insieme a Internet e ai telefonini, generalmente si citano i voli aerei a basso costo: e la Ryanair, la compagnia di cui O’Leary è dal 1994 amministratore delegato, è la superpotenza europea dei voli “low cost”. L’unica compagnia aerea europea a realizzare profitti da dieci anni di seguito. Quella con il più grosso aumento di passeggeri: un 25 per cento medio in più all’anno, che l’ha portata a quota 40 milioni di passeggeri trasportati annualmente, ormai davanti o pressochè alla pari con i giganti d’Europa, Lufthansa, Air France, British Airways. Quella con il miglior record di puntualità. Quella che perde il minor numero di bagagli. Quella con gli aerei più nuovi del mondo (due anni e mezzo di vita media). E naturalmente quella che costa meno ai passeggeri: da un centinaio a poche decine di euro per una delle sue 516 rotte in ventisei paesi d’Europa, con milioni di posti negli orari più scomodi, nei giorni della settimana con minor traffico, specie se prenotati con largo anticipo offerti praticamente gratis, un centesimo di euro più le tasse.
    Viaggiare da un capo all’altro del continente spendendo poco, pochissimo, talvolta meno di quanto costa il bus per raggiungere il centro della città dall’aeroporto: questo è stato il succo della rivoluzione della Ryanair. Sebbene la Commissione europea non abbia ancora pensato di assegnare a O’Leary una medaglia al valore per i suoi meriti, nessun fenomeno ha probabilmente contribuito a unificare l’Europa più dei voli a basso costo di cui la sua azienda è stata l’antesignana e rimane la regina. I carpentieri polacchi che vengono a restaurare case a Londra o a Roma, i giovani che vanno a lavorare o a studiare all’estero, perfino le coppie che si amano da lunga distanza, viaggiano tutti con la Ryanair o con uno dei suoi rivali “low cost”, sentendosi liberi di spostarsi dall’Italia alla Germania, dall’Olanda alla Spagna, dal Portogallo alla Lettonia, e così via, una volta alla settimana, due o tre volte al mese, comunque con la stessa o con maggiore facilità con cui un tempo i pendolari nel nostro paese si spostavano in treno da Bari a Milano. E’ grazie ai voli a basso costo che forse i cittadini europei cominciano a sentirsi di appartenere veramente a una sola comunità, in cui è possibile lavorare, vivere, amare a Helsinki, Barcellona, Dublino, Nizza, indifferentemente dalla propria lingua, nazionalità, paese d’origine.

    Il rivoluzionario in questione nasce in una famiglia della classe media nella verde campagna irlandese. Studia nelle migliori scuole, Clongowes Wood College, la Eton d’Irlanda, e si è laurea in business al Trinity College di Dublino. I genitori gli pagano gli studi, ma il giovane Michael lavora come barman in un albergo di proprietà di suo zio per contribuire alla propria istruzione universitaria. Il suo primo lavoro è come consulente fiscale, sebbene arrotondi lo stipendio come agente immobiliare, con ottimi risultati. La svolta per lui arriva nel 1986, quando comincia a preparare la dichiarazione dei redditi per Tony Ryan, uno degli imprenditori più ricchi d’Irlanda, all’epoca proprietario fra le altre cose di una piccola compagnia aerea. Ryan rimane conquistato dalla grinta e dal carattere di O’Leary. Nel 1987, quando O’Leary ha appena 26 anni, Ryan lo assume come proprio consulente fiscale personale. Sette anni più tardi O’Leary diventa presidente e amministratore delegato della Ryanair, con l’obiettivo di farne una compagnia di voli a basso costo sul modello dell’americana Southwest Airlines, che va personalmente a studiare sul posto, negli Usa, per qualche mese. Il resto è storia nota, una storia di successo che ormai viene additata ad esempio nelle scuole di management attraverso tutto l’Occidente.
    O’Leary ci è riuscito copiando la formula “low cost” americana e adattandola all’Europa. Un ossessivo risparmio delle spese, anzi dei “fronzoli” come li chiama lui: sui suoi aerei non ci sono nemmeno le tendine sui finestrini e le reticelle sui sedili, gli spazi sono ristretti al minimo, non si mangia né si beve (a meno di pagare extra). Uno sforzo di massima produttività: il personale, di terra e di volo, è pagato meglio che in altre aziende, ma deve lavorare di più, per cui con un decimo dei dipendenti della British Airways, la Ryanair assolve sostanzialmente alla stessa mole di attività. Geniale la scelta di piccoli aeroporti non vicini alle città, che in cambio della manna portata da milioni di passeggeri praticano tariffe e sconti alla Ryanair.
    E poi la filosofia secondo cui la quantità permette di praticare prezzi super economici: “Siamo la McDonald’s dei cieli”, dice il suo presidente. “Siamo come Internet”, è un’altra delle sue metafore, “navigare non costa quasi niente agli utenti, ma siccome sono molti il web ci guadagna lo stesso”.
    Beninteso: O’Leary non è un santo, o perlomeno non è immune da critiche. Detesta i sindacati, i governi, gli apparati burocratici. A volte dice cose che poi è costretto a rimangiarsi, come quando affermò che i suoi aerei contribuivano soltanto in modo infinitesimale alle emissioni di gas nocivi (ma è vero che, avendo rinnovato la flotta, la Ryanair ha dimezzato le proprie emissioni di carbonio, cosa che non si può dire di altre compagnie). E’ spregiudicato al punto da risultare offensivo, come quando fece arrabbiare il papa con una pubblicità (“la Ryanair è il quarto segreto di Fatima”). Ha la lingua lunga: “Non me frega una mazza se non piaccio a nessuno”. Oppure: “Gli agenti di viaggio sono totalmente inutili, andrebbero fucilati”. E anche: «La British Airways è un costoso bastardo».
    Si è inimicato anche gli ambientalisti, dicendo che è assurdo prendersela con le linee aeree per l’effetto serra: «Se siete preoccupati per l’ambiente, vendete la macchina e andate a piedi». Ha litigato perfino col primo ministro irlandese Bertie Ahern, quando il governo ha aperto un’inchiesta sul suo acquisto di un taxi per potere andare all’aeroporto usando le corsie privilegiate per le auto pubbliche: «Credevo di vivere in una democrazia, dove, se uno paga le tasse e rispetta le leggi, è libero di fare ciò che vuole con i suoi soldi». E di soldi oggi ne ha guadagnati una montagna: ha un patrimonio stimato in oltre 600 milioni di euro, tra bonus e azioni della Ryanair.
    Ciononostante, l’etichetta di rivoluzionario gli sta a pennello. Sostiene che l’Europa, se si libera da lacci e norme come ha fatto la Ryanair, può prosperare e crescere anche nel mondo globalizzato. E si appresta a nuove sfide con la sua Ryanair. C’è, secondo indiscrezioni, il progetto di lanciare nel 2009 la RyanAtlantic, la prima linea aerea a basso costo fra l’Europa e l’America. Ci sono iniziative per rafforzarsi in Europa, come l’offerta da un miliardo di dollari per trasformare la Malpensa in un grande “hub”, un polo europeo, per la Ryanair. Se succederà, noi italiani possiamo sapere cosa aspettarci ascoltando quel che O’Leary dice a proposito dell’Alitalia: “Basterebbe farla gestire da moderni businessmen, possibilmente stranieri, tenere alla larga i politici, avere come priorità gli interessi dei passeggeri e non quelle dei sindacati, e i problemi dell’Alitalia sarebbero risolti. Non si capisce come un paese come l’Italia non possa ricavarne un profitto”. Insomma, una rivoluzione. Allacciate le cinture, e buon viaggio

  5. ha origine dalla pianta del cotone a aprtire dalla fimiglia delle malvaceee più propriamente

  6. oh ma dv si fanno sti riassunti?

  7. ciao sn monica ho 11 anni

  8. io sola e tu sul kammino ke stai seguendo

  9. C’era una volta un re che si chiamava Pompone.

  10. Egli aveva una figliola bellissima e,poichè desiderava per lei un marito straordinario, cioè il giovane più bravp,coraggiosoe fortedel suo regno,ordinò al banditore di percorrerecitta villaggi leggendo questo bando:

  11. dear sirs,
    we were given your name by Messrs Brown & Griffith of Norwich, with whom we have had regular business dealings since 1975. we understand that you have been manufacturing ceramic tiles with attractive and original designs for many years and would like you to send us your latest catalogue and price list together with any samples you can let us have. we deal in all kinds of tiles but are particularly interested in hard-wearing tiles suitable for use as floor and wall covering in kitchens and bathrooms. selling prospects for articles of this kind are good here and we look forward to receiving your samples and terms of sale for large regular orders. your faithfully,
    p.p. Norwich Builders Consortium
    Peter Lawson

  12. Trama [modifica]
    Isabella Swan decide di trasferirsi dalla soleggiata Phoenix alla piovosa cittadina di Forks nello stato di Washington per vivere con il padre Charlie e lasciare libera la madre, Renée, di viaggiare con il nuovo marito Phil Dwyer, un giocatore di baseball di serie B.

    Nella nuova scuola, Bella, viene accettata in fretta dai compagni e molti ragazzi le dedicano attenzioni, ma Bella continua a pensare che Forks sia una città noiosa, finché non incontra lo sguardo di Edward Cullen durante la pausa pranzo scolastica. Osservandolo accuratamente durante la lezione di biologia, Bella capisce che Edward nasconde qualcosa, ma nessuna delle sue teorie la porta a comprendere la reale natura soprannaturale del ragazzo.

    Bella è convinta che Edward la odi dal primo momento in cui l’ha incontrata, ma questo suo comportamento cambia gradualmente, fino ad indurlo a salvarla da un furgoncino che sta per investirla. Anche dopo il salvataggio, Edward continua a sostenere di essere pericoloso ed esorta Bella a stargli lontano. Successivamente, Jacob Black, figlio di Billy, caro amico del padre di Bella, appartenente alla tribù dei Quileute, le racconta una leggenda secondo la quale i Cullen sono banditi dalla riserva indiana in quanto vampiri, nonostante si siano imposti di nutrirsi solo di sangue animale e mai umano. Sebbene la natura di Edward e della sua famiglia crei non pochi problemi, lui e Bella si innamorano. La loro preoccupazione principale nasce dal fatto che Edward è irresistibilmente attratto dall’odore del sangue della ragazza e deve trattenersi dal morderla.

    La sera in cui Bella viene invitata ad assistere ad una partita di baseball giocata da Edward e famiglia, tre vampiri, James, Victoria e Laurent, fanno la loro apparizione dal bosco e sentono l’odore di Bella. James, un segugio impeccabile, inizia a darle la caccia e Bella, aiutata dai Cullen, è costretta a scappare a Phoenix. Con un inganno, James riesce ad attirare Bella nella sua vecchia scuola di ballo per ucciderla. Bella viene morsa da James, e solo l’intervento provvidenziale di Edward, che resiste alla tentazione del suo sangue grazie all’amore che prova per lei, la salverà dalla trasformazione. Il giorno del ballo di fine anno, Bella chiede nuovamente ad Edward di trasformarla in vampiro, ma lui si oppone.

  13. Wladyslaw Szpilman è un pianista ebreo che suona per la radio di Varsavia, città nella quale vive quando inizia la persecuzione della Germania nazista. All’inizio è costretto a suonare in alcuni locali per soli ebrei, poi perde anche quella possibilità.

    La famiglia viene deportata, ma egli si salva perché un poliziotto ebreo riesce a sottrarlo alla fila di gente che viene caricata sul treno della morte.

    Per il protagonista inizia così un doloroso percorso esistenziale: prima viene nascosto da una coppia di amici, poi da un altro amico. Ogni volta deve fuggire; coloro che lo proteggono di volta in volta sono scoperti e catturati. Gli alleati stanno per avanzare, quando trova rifugio – solo e malato – all’interno di una casa diroccata nel ghetto di Varsavia, ormai deserto.

    Lì un ufficiale tedesco, dopo averlo sentito suonare al pianoforte ancora depositato nella casa ormai abbandonata, lo aiuta a porsi in salvo. Per il pianista è il momento dell’estremo batticuore (ma anche dell’estrema liberazione): l’ufficiale, in una pressoché inspiegabile dimostrazione di compassione, gli risparmia la vita e gli dona il suo cappotto. All’arrivo dei sovietici, inizialmente viene scambiato per un ufficiale nazista, poi viene portato in salvo. Successivamente i sovietici fanno prigionieri i soldati tedeschi e viene catturato anche l’ufficiale tedesco che aiuto’ il pianista, di seguito il protagonista tenta di salvargli la vita, ma invano, l’ufficiale e’ stato trasferito con tutti i prigionieri.

    porte aperte:
    A Palermo nel 1936, con assoluta freddezza, Tommaso Scalia uccide tre volte: prima elimina con una coltellata l’ex superiore Avvocato Spatafora, che lo aveva licenziato; poi il collega che ha preso il suo posto di impiegato presso una organizzazione sindacale fascista e infine la moglie dopo averla violentata in una strada fra gli ulivi. Il destino di Scalia appare segnato poichè, secondo il codice penale dell’epoca, per delitti del genere è prevista la pena di morte con fucilazione alla schiena. Ma Vito Di Francesco, un giudice “a latere”, che detesta l’idea stessa della pena di morte e che la considera una prova manifesta di inciviltà giuridica ed umana, pur di fronte all’assassinio più orrendo, scava così nella vita dell’imputato, pone precise domande ai testimoni e indaga per conto suo, allo scopo di trovare, per sete di giustizia, spiragli di attenuanti, che infatti trova. Durante il processo, il giudice paziente e scrupoloso non solo incontra le pressioni del procuratore e dello stesso presidente del tribunale, per i quali si deve rispettare quella legge che il regime fascista ha voluto onde eliminare i delinquenti e assicurare ai cittadini la possibilità di “dormire con le porte aperte”, ma perfino l’ostilità dello stesso imputato, il quale, coerentemente ai propri principi di violenza, vuole caparbiamente che il tribunale lo condanni a morte. Si associa a Di Francesco solo il giurato Consolo – un proprietario terriero dei dintorni – uomo modesto, ma pieno di buonsenso e di umanità. Grazie anche all’appoggio di costui, il coraggioso magistrato riesce a far condannare Scalia all’ergastolo. Sarà subito trasferito in una oscura Pretura, pagando con ciò l’audacia del proprio comportamento, ma recando incise nel cuore parole di fiducia in un avvenire, in cui sulla Giustizia non pesi l’ombra di norme e procedure imposte dalla politica.

  14. Wladyslaw Szpilman è un pianista ebreo che suona per la radio di Varsavia, città nella quale vive quando inizia la persecuzione della Germania nazista. All’inizio è costretto a suonare in alcuni locali per soli ebrei, poi perde anche quella possibilità.

    La famiglia viene deportata, ma egli si salva perché un poliziotto ebreo riesce a sottrarlo alla fila di gente che viene caricata sul treno della morte.

    Per il protagonista inizia così un doloroso percorso esistenziale: prima viene nascosto da una coppia di amici, poi da un altro amico. Ogni volta deve fuggire; coloro che lo proteggono di volta in volta sono scoperti e catturati. Gli alleati stanno per avanzare, quando trova rifugio – solo e malato – all’interno di una casa diroccata nel ghetto di Varsavia, ormai deserto.

    Lì un ufficiale tedesco, dopo averlo sentito suonare al pianoforte ancora depositato nella casa ormai abbandonata, lo aiuta a porsi in salvo. Per il pianista è il momento dell’estremo batticuore (ma anche dell’estrema liberazione): l’ufficiale, in una pressoché inspiegabile dimostrazione di compassione, gli risparmia la vita e gli dona il suo cappotto. All’arrivo dei sovietici, inizialmente viene scambiato per un ufficiale nazista, poi viene portato in salvo. Successivamente i sovietici fanno prigionieri i soldati tedeschi e viene catturato anche l’ufficiale tedesco che aiuto’ il pianista, di seguito il protagonista tenta di salvargli la vita, ma invano, l’ufficiale e’ stato trasferito con tutti i prigionieri.

    porte aperte:
    A Palermo nel 1936, con assoluta freddezza, Tommaso Scalia uccide tre volte: prima elimina con una coltellata l’ex superiore Avvocato Spatafora, che lo aveva licenziato; poi il collega che ha preso il suo posto di impiegato presso una organizzazione sindacale fascista e infine la moglie dopo averla violentata in una strada fra gli ulivi. Il destino di Scalia appare segnato poichè, secondo il codice penale dell’epoca, per delitti del genere è prevista la pena di morte con fucilazione alla schiena. Ma Vito Di Francesco, un giudice “a latere”, che detesta l’idea stessa della pena di morte e che la considera una prova manifesta di inciviltà giuridica ed umana, pur di fronte all’assassinio più orrendo, scava così nella vita dell’imputato, pone precise domande ai testimoni e indaga per conto suo, allo scopo di trovare, per sete di giustizia, spiragli di attenuanti, che infatti trova. Durante il processo, il giudice paziente e scrupoloso non solo incontra le pressioni del procuratore e dello stesso presidente del tribunale, per i quali si deve rispettare quella legge che il regime fascista ha voluto onde eliminare i delinquenti e assicurare ai cittadini la possibilità di “dormire con le porte aperte”, ma perfino l’ostilità dello stesso imputato, il quale, coerentemente ai propri principi di violenza, vuole caparbiamente che il tribunale lo condanni a morte. Si associa a Di Francesco solo il giurato Consolo – un proprietario terriero dei dintorni – uomo modesto, ma pieno di buonsenso e di umanità. Grazie anche all’appoggio di costui, il coraggioso magistrato riesce a far condannare Scalia all’ergastolo. Sarà subito trasferito in una oscura Pretura, pagando con ciò l’audacia del proprio comportamento, ma recando incise nel cuore parole di fiducia in un avvenire, in cui sulla Giustizia non pesi l’ombra di norme e procedure imposte dalla politica.

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