Maradona

Erano gli anni ’80 quando il Pibe de Oro incantava lo Stadio San Paolo di Napoli con le sue incredibili prodezze. Erano gli anni della competizione, della sfida, dei successi e degli sfottò con le rivali Milan e Juventus.

Era un calcio diverso da quello di oggi, nei suoi ritmi, nei suoi colori, nel suo business che ruotava intorno ad un’unica sola figura.

Poi il declino e gli anni bui, della squadra e del suo leader.

Oggi rileggiamo che <<Diego Armando Maradona è tornato a incantare in un campo di calcio. Dopo il ricovero del 14 aprile al reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Ezeiza a Buenos Aires per abuso di alcool l’ex campione napoletano è la stella argentina dello «showbol», una nuova disciplina che sta facendo salire la febbre ai sudamericani.>>

Maradona

Forse il sintomo di una rinascita.

Oggi il Napoli si presenta alla ribalta della Serie A con meno ambizioni ma sicuramente con lo stesso entusiasmo di sempre. Ha un nuovo leader, meno carismatico ma ancora argentino: Ezequiel Lavezzi.

Lavezzi

Ha dodici tatuaggi e ben presto aggiungerà il tredicesimo. Lavezzi l’ha già scelto e a farglielo sarà Mario Tramacco di «Tattoo enigma» a San Vitaliano. Sarà lo stemma del Napoli. Ricordando che ha tatuati sul corpo il nome del figlio e l’immagine di Maradona, la «N» del Napoli avrà un suo significato: «Questo club e i suoi tifosi sono entrati nella mia vita».

Cannavaro: “Attenti a non prendere gol”

Il sito ufficiale del SS Calcio Napoli rilascia un’intervista di Paolo Cannavaro, difensore accreditato di questo sorprendente Napoli. “Continuiamo così che la strada è quella giusta” dice Paolo Cannavaro (nella foto) sereno nell´analisi del momento del Napoli. Il difensore azzurro è eloquente nell´esprimere un sentimento probabilmente comune dell´intero gruppo.

Paolo Cannavaro

Qual è il significato del successo con il Catania?

“Sicuramente importante. Innanzitutto perchè si è tornati al successo ma in primo luogo perché abbiamo dato continuità al gioco. Sinora anche quando non abbiamo fatto risultati ce la siamo sempre giocata alla pari con tutti. Anzi spesso siamo stati anche superiori ai nostri avversari pur non riuscendo a raccogliere il frutto della nostra supremazia. Ma con il Catania abbiamo vinto e pure meritatamente. C´è poco da dire. Siamo contenti“.

Può essere una svolta definitiva per un campionato di alta classifica?

“Io starei molto tranquillo. Anche perché quando arriva una vittoria c´è euforia e si parla di zona Uefa. Quando non si vince si riparla di salvezza. Io credo che dobbiamo essere equilibrati, proprio come stiamo mostrando di essere in campo. Io sono sincero: prima fatemi salvare, poi se ne riparlerà di qualcos´altro. Non dimentichiamo che siamo una neopromossa e che dobbiamo metterci in una situazione di classifica tranquilla prima di ogni cosa”.

Adesso si va a Bergamo. Che partita sarà?

“Dovremo stare attentissimi. Domenica col Catania ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti che non dovevamo assolutamente prendere gol. Perché poi disponiamo di un potenziale offensivo tale che di palle gol ne creiamo sempre. Così è andata contro il Catania. Abbiamo segnato il primo gol, poi anche il secondo e abbiamo chiuso la gara. Con l´Atalanta dovremo avere un atteggiamento simile. Anche perché fuori casa bisogna stare sempre più attenti, pur non snaturando la nostra propensione al gioco e alla manovra”.

Per ultima una domanda di rito: ci pensi alla Nazionale?

“E chi non ci pensa. Io sono stato convocato e la voglia di tornare è tanta. So che la concorrenza è tanta come è giusto che sia. Ma come ho sempre detto dipenderà da cosa farò con il Napoli. Saranno i risultati che otterremo in campionato a determinare le scelte. E sinora siamo davvero sulla buona strada”.

Britney Spears: adozione in vista

Notizia boom dal sito News of the World: Britney Spears avrebbe intenzione di adottare due gemelli cinesi di sei anni.
La cantante già madre di due figli naturali (Sean Preston di 2 anni e Jayden James di 1),  di cui ha perso la custodia, torna alla ribalta della cronaca.
Verrebbe da chiedersi: ma quando mai ne è uscita?

I giornali specializzati in gossip riportano quotidianamente notizie sulle vicende private della cantante. Dal divieto di portare i bambini in auto all’organizzazione del suo funerale per la modica cifra di 25.000 sterline; dal preventivo del suo chirurgo plastico -100.000 dollari per passare sotto il bisturi– ai tanti, troppi flirt veri o presunti. Non c’è giorno senza fama per la Spears, che si adopera veramente poco per restare lontana dall’occhio indiscreto del paparazzo di turno.
Ed ora la notizia dell’adozione per colmare forse il vuoto lasciato dall’allontanamento dei figli naturali.

Senza falsi moralismi e prese di posizione, ci si chiede come possa un tribunale accogliere tale richiesta, dato che lo stesso diritto viene negato ai single meno famosi, ma più sani di mente, o a coppie non sposate.
E’ vero il luogo comune che con i soldi si possa comprare tutto, ma proprio tutto?
Ai giudici l’ardua sentenza. Con una mano sulla coscienza.

Amy Winehouse: dallo scandalo alla clinica

Che molti cantanti facciano uso di sostanze stupefacenti è risaputo. Non ci è dato sapere dove finisce la leggenda e comincia la realtà. Tutti sanno, tutti sparlano, nessuno ha mai visto niente. Come è giusto che sia. Ciò che si fa lontano dalle scene o dietro la porta di un camerino fa parte della sfera privata di ognuno. Ma c’è anche chi, volente o nolente, attraversa quel confine già labile tra il pubblico ed il privato, dando modo ad occhi e lingue indiscreti di osservare e riferire.

Uno spettacolo nello spettacolo quello offerto di recente da Amy Winehouse durante un concerto alla Brixton Academy di Londra. Spettacolo involontario e di cattivo gusto, viste le foto che testimoniano come la cantante abbia estratto dal reggiseno una bustina sospetta per poi inalare la polvere contenuta.

Sarà per lo  scandalo suscitato o per l’attuale detenzione del marito Blake Fielder-Civil (accusato di aver prima picchiato e poi cercato di corrompere James King, gestore di un pub) sta di fatto che Amy abbia deciso di tentare nuovamente la strada della disintossicazione. Alla fine del tour britannico la Winehouse dovrebbe trasferisi direttamente nella Clinica Priory, specializzata nel trattamento della tossicodipendenza.

E chissà che lontana dal marito -accusato dai genitori della cantante di essere responsabile per l’avvicinamento della figlia al mondo della droga– non riesca a trovare la forza per uscirne fuori definitivamente. Auguri Amy.

Cuore azzurro: l’Italia vola a Euro 2008

All’Hampden Park di Glasgow, Italia batte Scozia 2 a 1: la qualificazione azzurra agli Europei è cosa fatta! Prima della gioia finale, però, non, mancano le sofferenze, perché ogni vittoria che si rispetti, dev’essere sudata al punto giusto! L’inizio, per l’Italia, è col botto: goal di Toni, al 2’ del primo tempo, il festoso pubblico scozzese ammutolisce.
Solo un minuto dopo Camoranesi sfiora il raddoppio, da dentro l’area, il suo tiro, però, è alto. I primi 15 minuti segnano il predominio azzurro; la Scozia, subito il colpo, tenta di reagire e le prova tutte per pareggiare il match.
Al 16’ Zambrotta devia un tiro di McCulloch, poco dopo è il turno di Ferguson, ma la sua conclusione è alta. Intorno alla mezz’ora, ancora Ferguson arriva dalle parti di Buffon, dopo una splendida azione corale, il suo tiro risulta debole. L’Italia riparte in contropiede, ed al 31’ Di Natale raddoppia, ma il guardalinee dice che è fuorigioco, l’arbitro non può far altro che annullare, anche se la moviola darà torto al suo assistente.

Al termine del primo tempo, provvidenziale intervento di Pirlo, che sulla linea respinge un goal sicuro di Weish, un forte colpo di testa che stava inesorabilmente per insaccarsi! Nella ripresa, la partita inizia con una mezza rovesciata di Di Natale, al 4’; l’incontro prosegue senza troppi sussulti, fin quando al 20’ la Scozia trova il pareggio con Ferguson, palesemente in fuorigioco, ma l’arbitro convalida. Il match si fa in salita per l’Italia, poichè la Scozia non demorde e al 36’ rischia addirittura di andare in vantaggio con Mcfadden, che fortunatamente calcia fuori, a porta vuota.
Quando ormai il pareggio sembrava il risultato finale, con la qualificazione ancora da acquisire, quasi allo scadere della partita, Panucci devia poderosamente di testa, portandoci dritti all’Europeo, per la serie “Mission Impossible”…
Sul fino di lana, l’Italia ottiene, così, un risultato, a quel punto insperato!Grande la gioia di mister Donadoni, che a fine partita ringrazia soprattutto i giocatori, per la grinta e il carattere dimostrati in una partita assolutamente decisiva. Encomiabili i supporters della Scozia, che dall’inizio alla fine della partita, e con una qualificazione importantissima in gioco, hanno fatto festa e hanno onorato la loro amata squadra, anche nei momenti più critici!
Una vera lezione di fair play, in un momento non particolarmente facile per il mondo degli ultrà italiani. Gli scozzesi ci insegnano che il tifo altro non è che una festa di colori, di inni e di gioia, dovremmo prenderne esempio!Cuore, orgoglio e grinta e l’Italia vola,“Austria-Svizzera 2008” ci aspetta, noi siamo pronti.

Beniamina Callipari

Giovanna Mezzogiorno: «Moretti e Bellocchio mi hanno detto no»

giovanna mezzogiorno

Mike Newell si è scontrato con i produttori di Hollywood per averla in L’amore ai tempi del colera. Wim Wenders l’ha voluta nel cast internazionale di The Palermo Shooting. Ma esistono anche registi che hanno detto no a Giovanna Mezzogiorno. Lo ha rivelato lei stessa, con grande autoironia, in un’intervista pubblicata su Vanity Fair. «Mi sono beccata anche dei rifiuti: per esempio, da Moretti e da Bellocchio», ha raccontato l’attrice. E quando la giornalista le ha chiesto a quale film le fosse dispiaciuto di più non partecipare, lei ha preferito non rispondere: «Non diamo al regista questa soddisfazione».


Figlia d’arte, 33 anni appena compiuti, Giovanna ha ottimi motivi per non rammaricarsi troppo. Se Moretti non ha scelto lei per il Caimano, Mike Newell (regista di Quattro matrimoni e un funerale, Donnie Brasco e Harry Potter e il calice di fuoco) al contrario ha lottato strenuamente con la produzione per averla come protagonista de L’amore ai tempi del colera, kolossal americano tratto dal celeberrimo romanzo di Gabriel García Márquez.

La New Line, che produce il film, avrebbe voluto un cast tutto hollywoodiano – ha spiegato l’attrice a Vanity Fair -. Ma lui ha detto che, se non avesse potuto scegliere attori credibili nei panni di personaggi di un altro mondo, il Sudamerica, e di un’altra epoca, non avrebbe diretto il film; hanno ceduto.

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Vasco, una nuova “Albachiara”

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Ogni artista che si rispetti ha un suo cavallo di battaglia che sia il suo primo successo o la canzone rimasta per più settimane in testa alla hit…  Il brano diventa il più delle volte croce e delizia per l’artista in questione, costretto a non “crescere” e a restare in qualche modo ancorato a quella melodia e a quelle parole.

Terminare un concerto senza che quelle note siano risuonate nello stadio o nel teatro, significa non ripagare lo spettatore per l’affetto dimostrato. Molti artisti vivono questo fatto con sofferenza, quasi repulsione verso un passato ormai lontano.

C’è chi invece tenta di farne un business, costruendo su quell’antico successo un trampolino di lancio verso il futuro. Nascono così i remix di canzoni famose , magari da ballare in discoteca, o brani “prestati” ad altri artisti per una rivisitazione più o meno riuscita.

E poi c’è chi, come Vasco Rossi, decide di trasformare il cavallo di battaglia in un film.                     

Difficile ripetere il successo della canzone, visto che si parla di Albachiara, un vero e proprio cult per generazioni di fans scatenati. Le riprese sono iniziate da qualche giorno ed il cast vanta nomi quali Raz Degan, Daniel Ducruet e Davide Rossi, figlio dello stesso rocker.

La storia è nota: una ragazza acqua e sapone che Vasco incontrava ogni mattina sull’autobus che lo accompagnava a scuola. In contrasto con la timidezza della fanciulla c’è poi il riferimento esplicito all’autoerotismo ed ai desideri più nascosti…  Una storia semplice, nonostante quel “con una mano, una mano ti sfiori”, che tra qualche tempo sarà impressa su una pellicola cinematografica, prodotta dallo stesso Vasco. Non ci resta che aspettare ed augurare al Blasco che il film possa bissare il successo della canzone.