Buongiorno e buon caffè.

Il caffè, il compagno mattutino di milioni di italiani fa male o no? Questa domanda se la sono posta molti medici, vediamo cosa hanno scoperto: un recente studio afferma che il consumo di 5 tazze di caffè alla francese, quindi molto lungo anche se espresso possono fare aumentare i livelli di colestrerolo, ma consumato nelle giuste quantità di tre, quattro tazzine al giorno, possono invece essere benefici per l’organismo. Una tazzina di caffè, infatti, contiene più elementi capaci di contrastare l’infiammazione alla base di una serie di patologie. Per la propria capacità antiossidante il caffè risulta essere amico del fegato: si riduce il rischio di tumori al fegato e di cirrosi alcolica. Inoltre come dichiara un ricercatore universitario fiorentino in un proprio intervento sul caffè: “Il consumo abituale e moderato di caffè non appare legato ad un aumento del rischio di cardiopatia ischemica. “Il consumo abituale di caffè non sembra, associato ad un incremento del rischio di comparsa di ipertensione arteriosa”, afferma un altro ricercatore. Il caffè è infatti una miscela di sostanze tra cui potassio e magnesio che hanno effetti positivi sul sistema cardiovascolare.

 caffé

La caffeina è nota per ridurre a breve termine la sensibilità all’insulina, per cui non si è mai pensato che potesse essere un rimedio contro il diabete. Il caffè, sottolinea il ricercatore, contiene altre componenti, come l’acido clorogenico, il magnesio e il potassio, che potrebbero migliorare la sensibilità all’insulina.

 

Sulla base di uno studio compiuto su cavie animali un gruppo di ricercatori ha concluso che  la caffeina è capace di limitare la perdita di segnali chimici nella malattia di Parkinson.

Verrebbe a bloccarsi il processo degeneratico delle cellule celebrali: ma è ancora presto per raccomandare l’assunzione della caffeina come trattamento per il Parkinson.

Salute…in fumo

Mentre l’abitudine di masticare tabacco o fumarlo nelle pipe è una antica abitudine dell’uomo, la sigaretta è una scoperta relativamente recente, che fu dettata dalla mancanza di pipe da tabacco; si narra che intorno al 1840, soldati inglesi, spinti dalla necessità, arrotolarono foglie di te; da qui nacque l’idea della carta; la sigaretta era nata: poteva essere percofenzionata o confezionata manualmente, da una piccola quantità di tabacco. La sigaretta preconfezionata è formata da tabacco essiccato e tagliato in striscie millimetriche, e trattato con sostanze diverse a seconda del produttore.

Hanno un filtro in acetato di cellulosa, atto a trattenere meccanicamente parte dei contenuti dannosi. Infatti una sigaretta accesa produce circa 4,000 componenti chimiche; vale la pena di ricordare solo la nicotina  e il monossido di carbonio che si sprigiona con la combustione. Inoltre troviamo benzene e acido cianidrico.

 

Queste sostanze sono nocive per l’essere umano, e si sono dimostrate mortali su cavie animali. Le sostanze dannose del fumo possono colpire anche organi interni in maniera indiretta, mentre danneggiano principalmente i polmoni e l’apparato respiratorio, procurando bronchiti ed enfisemi. La nicotina è una componente essenziale del tabacco; è contenuta infatti nelle foglie della piantadel tabacco; la carta che riveste la sigaretta è altrettanto dannosa in quanto la sua combustione partecipa insieme a quella del tabacco, allo sprigionarsi di idrocarburi policiclici aromatici. Senza la nicotina nel tabacco non si sarebbe né aroma né sapore; quindi le case produttrici di tabacco non la eliminano dalle foglie della pianta; è vero che una parte viene eliminata nell’aria, e solo una piccola quantità arriva ai polmoni; ma anche solo in ragione di quella piccola frazione di nicotina presente nel fumo ispirato, si possono avere problemi respiratoria lungo termine.

 

sigarette

La nicotina provoca un aumento della pressione del sangue, fa aumentare le contrazioni cardiache e produce contrazione nei vasi sanguigni periferici; provoca dipendenza e tolleranza, mentre il monossido di carbonio è un gas tossico che interferisce con il trasporto dell’ossigeno nel sangue e con il suo utilizzo da parte delle cellule. Gli idrocarburi policiclici aromatici prodotti dalla combustione sono gli agenti principali dei tumori. La nicotina crea dipendenza perché è uno stimolante che migliora temporaneamenmte la memoria, l’umore e la velocità di riflessi; crea una dipendenza chimica, sia fisica che spicologica; inoltre può anche aumentare l’ansia, le difficoltà di riposo e i disturbi del sistema metabolico. Risulta statisticamente essere uno dei fattori principali nell’insorgenza di tumore al polmone e di enfisema polmonare. Per questa ragione in molti Paesi, oltre ad essere vietata la pubblicità alle sigarette, è vietato fumare in bar ed uffici pubblici.

 

Obesità

Parlavamo ieri di diete: vorrei riprendere il discorso parlando di obesità. Per chi è sovrappeso non bastano diete e moto.

Infatti come dimostrato da un gruppo di scienziati britannici l’obesità non riguarda solo l’alimentazione ma anche il modo in cui viviamo e lavoriamo. Fatti inconfutabili come lo stile di dieta e la quantità di esercizio fisico, non sono la causa del’obesità.

persona obesa

Le condizioni in cui viviamo condizionano la nostra salute e quindi il nostro comportamento e il nostro peso. In Italia e IN gran Bretagna circa un quarto delle persone sono obese: le grosse catene di supermercati mettono in vendita confezioni famiglia e incoraggiano acquisti massicci; anche la pubblicità ha quindi le proprie responsabilità: si è spesso incoraggiati a consumare cibi ricchi di zuccheri, che causano aumento del peso corporeo.

Psiche e dermatologia

psiche.jpg

Esiste un legame tra l’universo interno, la psiche appunto, e l’universo esterno, rappresentato dalla pelle, in questa dissertazione. In campo dermatologico prevale la tesi olistica di causa ed effetto, tra stato mentale e problemi cutanei.

La psicodermatologia è la scienza che tudia le interazioni tra psiche e pelle. Ci sono diverse categorie:innanzi tutto ci sono disturbi psicofisiologici, cioè manifestazioni cutanee aggravate dallo stato di salute mentale e dalla sfera emotiva del paziente; questi meccanismi si innescano anche in presenza di eventi stressanti per l’individuo. La pelle può dunque essere al centro di manifestazioni di vere e proprie malattie psichiatriche come depressioni gravi e psicosi: il paziente può arrivare a lacerarsi la pelle, autoinfliggendosi escoriazioni nel contesto di una dermatite fittizia, come viene definita questa patologia.

C i sono disturbi che posso essere indotti dallo stress sulla sfera emotiva: c’è dunque un legame tra eventi stressanti e aggravamento. La perdita di capelli può essere relazionata a stress di un vissuto recente; tuttavia i meccanismi con i quali la psiche influenza i problemi cutanei non sono ancora del tutto chiari. Da studi fatti da ricercatori su studenti è stato notato che la pelle, se il soggetto è sottoposto a stress, può reagire diventandoi ipersensibile: tali effetti diminuivano nel periodo che questi stessi studenti non frequentavano corsi, quindi erano sottoposti ad uno stress amotivo minore.

Combattere la cellulite

C’è un problema che colpisce otto donne su dieci, che ha caratteristiche di eredità famigliare e che è considerata la malattia femminile più studiata: parliamo della cellulite, problema estetico della cute collegata a scompensi ormonali nella donna.

La cellulite è quindi causata dagli estrogeni generati dagli ormoni femminili, che portano ad accumuli di grassi nella parte inferiore del corpo, e talvolta anche nella parte superiore. Questo inestetismo si può comunque prevenire o curare, con una precisa dieta attenta agli accessi, e mirataad una diminuzione del grasso in eccesso e combattendo la ritezione idrica.

cellulite

Per ridurre le calorie in modo semplice si può pensare alla alimentazione del mattimo come ad un Brunch britannico, dove si unisce una abbondante colazione ad un pranzo leggero. Quindi una colazione iperproteica che ci dia forza e ci sostenga durante la giornata: ricordate che la dieta iperproteica non causa eccessi di grasso? Bene, approfittatene.

Salute…bilanciata

Sfogliando le riviste e i siti di dietetica scopriamo quante diete diverse esistano: dalla dieta depurativa a quella del gelato, alla dieta delle star; ma perchè tutta questa diffusione sull’argomento? Vediamo cosa c’è a monte: si ingrassa, quindi ci si mette a dieta, quindi si cerca, e si trova, materiale in Rete. Ma perchè si ingrassa? Forse conoscendo i meccanismi fisiologici che portano all’aumento di peso, riusciremmo a non ingrassare. Consigli per una vita sana e un peso giusto.

bilancia dietetica

Quando mangiamo assumiano calorie, chiaro; queste calorie, con la loro combustione, forniscono energia all’organismo. Ma cosa succede se queste calorie non vengono bruciate? Si accumulano come tessuto adiposo nei muscoli. Alias, si ingrassa. E’ un fenomeno fisiologico: Stiamo attenti quindi a cosa ingeriamo. Le proteine sono utili, ma ingerire troppe proteine porta ad una eliminazione delle stesse, senza scambio di energia, con un inutile affaticamento del fisico. Infatti le diete iperproteiche non fanno ingrassare: non c’e accumulo nei tessuti.

I grassi sono ritenuti popolarmente la causa prima dell’aumento di peso: in realtà i cosidetti elementi senza grassi hanno le stesse quantità di calorie di prodotti alimentari standard. I carboidrati, come gli zuccheri invece fanno aumentare il livello di zucchero nel sangue, che porta ad un incremento di insulina, il cui compito è abbassare la glicemia.

Risulta utile e importante consigliarsi con un dietologo prima di tentare esperimenti; un medico saprà elaborare un programma di dimagrimento definendo una dieta in base al metabolismo del paziente. Inoltre risulta utile associare alla dieta una attività sportiva. Le due cose, dieta e sport, porteranno sicuramente ad un miglioramento del tono muscolare, oltre a far perdere parte del tessuto adiposo che circonda i nostri muscoli, e costituisce il grasso visibile del nostro corpo.

Anche gli animali sono OGM

Nella periferia di Cremona c’è un laboratorio che si occupa di tecnologie della riproduzione dove ci sono stati esperimenti con animali clonati. Nel 2003 fu la volta di un cavallo: nessuno era mai riuscito a duplicarne uno ma ora il tentativo è andato a buon fine. Una cavalla ha partorito facendo da madre surrogata dopo aver donato anche il materiale genetico; un nucleo di questo materiale è stato trasferito in un ovocita e l’esperimento è riuscito in pieno. Ne è nata una cavalla tuttora in salute. Difficile distinguerla dalla madre: appena visibili infatti le differenze: questo perchè le cellule del pigmentonon migrano mai in modo sovrapponibile.

banco-laboratorio.jpg

Si potrannoi così riprodurre anchge cavalli campioni di corsa, che come da tradizione, sono castroni incapaci di riprodursi. Ora con la clonazione si potrà attenere una copia esatta del cavallo campione, ma occorrerà anche da fattori esterni di crescita e di allenamento se il cavallo clonato diventerà a sua volta un campione di corsa al trotto.

mucche clonate

Quello che può tranquilizzarci è che gli animali clonati esistono solo nei laboratori: non negli allevamenti di animali atti alla macellazione quindi: quandoi compriamo una porzione di carne in macelleria possiamo stare sicuri che non si tratta di un animale clonato.