L’Inter dilaga ancora

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Anche la 15° giornata del girone di andata in serie A è stata archiviata con la netta sensazione che anche quest’anno non ci saranno problemi per l’Internazionale. Il 4-0 rifilato al malcapitato Torino, che pure aveva tenuto decorosamente il campo nei 45 minuti iniziali, è eloquente.

Tanto che i granata avevano avuto l’occasione per passare in vantaggio al 25° con Ventola (ex di turno) che però solo davanti a Julio Cesar scivolava al momento di calciare. Al 38° l’arbitro Saccani concedeva un rigore ai Nerazzurri per un fallo di Comotto ai danni di Ibrahimovic che realizzava dal dischetto. Nel secondo tempo il Torino spariva dal campo di gioco e così l’Inter con Cruz al 50° su cross di Chivu dalla sinistra, e due minuti più tardi con Jmenez che dal limite dell’area con un missile di destro infilava il granata Sereni, ribadiva la netta supremazia in campo fino ad arrivare al 76° quando Cordoba ribadiva in rete di testa su sponda di Burdisso dopo il corner battuto da Chivu.
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Il posticipo va al Napoli

Termina 1-0 la sfida del San Paolo tra Napoli e Parma, un Parma che ci ha provato sin dall’inizio rendendosi pericoloso subito al secondo minuto del primo tempo con un colpo di testa di Mariga fuori di poco.
Il Napoli stenta a trovare contromisure necessarie soltanto nei primi minuti, al 9′ si fa’ vedere con Lavezzi, che dopo un’azione solitaria sulla fascia destra, mette al centro per Zalayeta che non trova la porta.

La partita si sblocca al 17′ con un passaggio smarcante di Bogliacino dal limite che scavalca la linea dei difensori parmensi e serve Zalayeta che mette in gol con una semirovesciata al volo.
Da li’ la partita si fa abbastanza noiosa, viene risvegliata da un passaggio sbagliato della difesa partenopea, smarcando Reginaldo che sbaglia solo davanti al portiere napoletano.

Secondo tempo che non offre novita’, il Napoli cerca di arginare gli attacchi del Parma, che non riesce a costruire nulla di veramente pericoloso, ma tenendo il Napoli sotto pressione fino alla fine.

Un Napoli sicuramente positivamente motivato dopo questa vittoria interna dopo la pesante sconfitta subita contro l’Atalanta Domenica scorsa, e che lo sgancia dalla mezza classifica portandolo a 21 punti con Atalanta e Palermo.

I partenopei hanno dato prova di essere una squadra che sa reagire quando serve, ma non hanno avuto la forza e la lucidita’ di mettere al sicuro I tre punti, soffrendo fino alla fine, e portando a casa i tre punti anche grazie a un Parma che non ha saputo sfruttare alcuni errori della difesa Napoletana, e che non ha avuto la lucidita’ e determinazione necessaria per sfruttare le poche occasioni costruite.

Una differenza di classifica che non rispecchia a pieno I valori mostrati in campo dalle due squadre, a parte lo sprazzo che ha scaturito il gran gol di Zalayeta, e le poche occasioni non sfruttate dal Parma, le due squadre si sono in definitive equivalse, e se il Parma avesse pareggiato non sarebbe stata certamente un’ingiustizia.

Due squadre che in sostanza hanno dimostrato di meritare la posizione in classifica, ma che non hanno dimostrato di non essere ancora in grado di ingranare quella marcia in piu’ per raggiungere la fascia alta della classifica, nulla di cui vergognarsi per una neopromossa.

Maradona

Erano gli anni ’80 quando il Pibe de Oro incantava lo Stadio San Paolo di Napoli con le sue incredibili prodezze. Erano gli anni della competizione, della sfida, dei successi e degli sfottò con le rivali Milan e Juventus.

Era un calcio diverso da quello di oggi, nei suoi ritmi, nei suoi colori, nel suo business che ruotava intorno ad un’unica sola figura.

Poi il declino e gli anni bui, della squadra e del suo leader.

Oggi rileggiamo che <<Diego Armando Maradona è tornato a incantare in un campo di calcio. Dopo il ricovero del 14 aprile al reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Ezeiza a Buenos Aires per abuso di alcool l’ex campione napoletano è la stella argentina dello «showbol», una nuova disciplina che sta facendo salire la febbre ai sudamericani.>>

Maradona

Forse il sintomo di una rinascita.

Oggi il Napoli si presenta alla ribalta della Serie A con meno ambizioni ma sicuramente con lo stesso entusiasmo di sempre. Ha un nuovo leader, meno carismatico ma ancora argentino: Ezequiel Lavezzi.

Lavezzi

Ha dodici tatuaggi e ben presto aggiungerà il tredicesimo. Lavezzi l’ha già scelto e a farglielo sarà Mario Tramacco di «Tattoo enigma» a San Vitaliano. Sarà lo stemma del Napoli. Ricordando che ha tatuati sul corpo il nome del figlio e l’immagine di Maradona, la «N» del Napoli avrà un suo significato: «Questo club e i suoi tifosi sono entrati nella mia vita».

Cuore azzurro: l’Italia vola a Euro 2008

All’Hampden Park di Glasgow, Italia batte Scozia 2 a 1: la qualificazione azzurra agli Europei è cosa fatta! Prima della gioia finale, però, non, mancano le sofferenze, perché ogni vittoria che si rispetti, dev’essere sudata al punto giusto! L’inizio, per l’Italia, è col botto: goal di Toni, al 2’ del primo tempo, il festoso pubblico scozzese ammutolisce.
Solo un minuto dopo Camoranesi sfiora il raddoppio, da dentro l’area, il suo tiro, però, è alto. I primi 15 minuti segnano il predominio azzurro; la Scozia, subito il colpo, tenta di reagire e le prova tutte per pareggiare il match.
Al 16’ Zambrotta devia un tiro di McCulloch, poco dopo è il turno di Ferguson, ma la sua conclusione è alta. Intorno alla mezz’ora, ancora Ferguson arriva dalle parti di Buffon, dopo una splendida azione corale, il suo tiro risulta debole. L’Italia riparte in contropiede, ed al 31’ Di Natale raddoppia, ma il guardalinee dice che è fuorigioco, l’arbitro non può far altro che annullare, anche se la moviola darà torto al suo assistente.

Al termine del primo tempo, provvidenziale intervento di Pirlo, che sulla linea respinge un goal sicuro di Weish, un forte colpo di testa che stava inesorabilmente per insaccarsi! Nella ripresa, la partita inizia con una mezza rovesciata di Di Natale, al 4’; l’incontro prosegue senza troppi sussulti, fin quando al 20’ la Scozia trova il pareggio con Ferguson, palesemente in fuorigioco, ma l’arbitro convalida. Il match si fa in salita per l’Italia, poichè la Scozia non demorde e al 36’ rischia addirittura di andare in vantaggio con Mcfadden, che fortunatamente calcia fuori, a porta vuota.
Quando ormai il pareggio sembrava il risultato finale, con la qualificazione ancora da acquisire, quasi allo scadere della partita, Panucci devia poderosamente di testa, portandoci dritti all’Europeo, per la serie “Mission Impossible”…
Sul fino di lana, l’Italia ottiene, così, un risultato, a quel punto insperato!Grande la gioia di mister Donadoni, che a fine partita ringrazia soprattutto i giocatori, per la grinta e il carattere dimostrati in una partita assolutamente decisiva. Encomiabili i supporters della Scozia, che dall’inizio alla fine della partita, e con una qualificazione importantissima in gioco, hanno fatto festa e hanno onorato la loro amata squadra, anche nei momenti più critici!
Una vera lezione di fair play, in un momento non particolarmente facile per il mondo degli ultrà italiani. Gli scozzesi ci insegnano che il tifo altro non è che una festa di colori, di inni e di gioia, dovremmo prenderne esempio!Cuore, orgoglio e grinta e l’Italia vola,“Austria-Svizzera 2008” ci aspetta, noi siamo pronti.

Beniamina Callipari