Amy Winehouse: dallo scandalo alla clinica

Che molti cantanti facciano uso di sostanze stupefacenti è risaputo. Non ci è dato sapere dove finisce la leggenda e comincia la realtà. Tutti sanno, tutti sparlano, nessuno ha mai visto niente. Come è giusto che sia. Ciò che si fa lontano dalle scene o dietro la porta di un camerino fa parte della sfera privata di ognuno. Ma c’è anche chi, volente o nolente, attraversa quel confine già labile tra il pubblico ed il privato, dando modo ad occhi e lingue indiscreti di osservare e riferire.

Uno spettacolo nello spettacolo quello offerto di recente da Amy Winehouse durante un concerto alla Brixton Academy di Londra. Spettacolo involontario e di cattivo gusto, viste le foto che testimoniano come la cantante abbia estratto dal reggiseno una bustina sospetta per poi inalare la polvere contenuta.

Sarà per lo  scandalo suscitato o per l’attuale detenzione del marito Blake Fielder-Civil (accusato di aver prima picchiato e poi cercato di corrompere James King, gestore di un pub) sta di fatto che Amy abbia deciso di tentare nuovamente la strada della disintossicazione. Alla fine del tour britannico la Winehouse dovrebbe trasferisi direttamente nella Clinica Priory, specializzata nel trattamento della tossicodipendenza.

E chissà che lontana dal marito -accusato dai genitori della cantante di essere responsabile per l’avvicinamento della figlia al mondo della droga– non riesca a trovare la forza per uscirne fuori definitivamente. Auguri Amy.

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