Così parlò Zapatero

Viva Zapatero

Lui lo aveva detto. Aveva correttamente annunciato ogni cosa. Anzi, ci era andato largo con i tempi. E ora, l’Italia deve fare i conti con l’annunciato sorpasso.

Il leader del PSOE, il Partito Socialista degli Operai Spagnoli (Partido Socialdemocratico de los Obreros Espanoles) José Luis Rodriguez Zapatero ci aveva dunque scommesso.

A settembre dell’anno scorso aveva annunciato che la Spagna avrebbe superato Italia e – già che c’era – anche la Germania, in termini di Pil assoluto, nell’arco di quattro anni. Il leader non parla a caso: il Pil del suo Paese, infatti, cresce a un ritmo doppio rispetto a quello italiano. Semplicemente. E l’Eurostat, l’Istituto Europeo di Statistica, ha prontamente testimoniato: certificando, dati alla mano, l’accelerazione della Spagna nella classifica del Pil pro-capite. I cugini iberici scavalcano, dunque, le nostre tribolate casse in termini di potere d’acquisto. Semplicemente: se la media europea è 100, il Pil pro capite in Italia decresce vistosamente negli ultimi tre anni. 103 nel 2006, 105 nel 2005 e 107 nel lontano 2004. La Spagna, invece, segue un trend opposto: 105 per il 2006, mentre nel 2004 era appena sopra la media, con 101. Numeri che ci fanno fare, eufemisticamente, una figuraccia.

Il Lussemburgo, dal canto suo, è sempre lì: vanta un Pil pro-capite pari a 280, cresciuto rispetto agli anni precedenti – nel 2004 si assestava a “solo” 254. E’ il capolista. Trend negativo anche per i tedeschi, prossima sfida e soglia della corsa di Zapatero alla crescita dell’economia in ambito europeo: passa dal valore di 117 del 2004 a quello di 114 del 2006. anche la Gran Bretagna è in ribasso, passando a 118 quando tre anni fa si assestava su una media di 122. La Francia non si schioda dal suo 111, che le assicura di essere di un filo sopra la media degli Stati che hanno adottato l’euro (110 per il 2006).

Zapatero lo aveva detto, ma anche il New York Times. Paese triste? Declino? L’Italia è al nono posto, dopo India e Russia, nella classifica stilata dalla Banca Mondiale, del potere d’acquisto di 146 paesi nel mondo, in base a Pil, tasso di cambio e inflazione.

In fondo, in Spagna il clima non è affatto male per pianificare un bel trasloco.

L’Europa riparte da Lisbona

Trattato UELisbona batte Nizza 2 a 0 verrebbe da dire. Non parliamo di un risultato calcistico quanto invece dell’approvazione della costituzione europea che verrà approvata definitivamente nel 2009. Oggi i capi di stato si sono ritrovati appunto a Lisbona per porre la propria firma sull’approvazione del trattato UE. La “vittoria” di Lisbona deriva dal fatto che poco più di 2 anni fa, nel 2005 a Nizza, la costituzione europea vedeva una situazione di stallo, causata dai “no” referendari di Francia e Olanda.

Il nostro paese si vedeva rappresentato dal premier Romano Prodi e dal Ministro degli Esteri Massimo D’Alema. Grande assente dell’evento il premier inglese Gordon Brown che si è fatto sostituire dal suo Ministro degli Esteri, David Milliband.

Il trattato, che paradossalmente conferma per la maggior parte ciò che fu respinto nel 2005, porterà delle leggere modifiche a livello di istituzioni per quanto concerne la politica europea. La presidenza della UE sarà stabile per 5 anni ed inoltre verrà istituita la figura del Ministro degli Esteri, di cui ancora oggi non si conoscono le funzioni effettive, che dovrebbe però gestire una specie di servizio diplomatico europeo.

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