Anche gli animali sono OGM

Nella periferia di Cremona c’è un laboratorio che si occupa di tecnologie della riproduzione dove ci sono stati esperimenti con animali clonati. Nel 2003 fu la volta di un cavallo: nessuno era mai riuscito a duplicarne uno ma ora il tentativo è andato a buon fine. Una cavalla ha partorito facendo da madre surrogata dopo aver donato anche il materiale genetico; un nucleo di questo materiale è stato trasferito in un ovocita e l’esperimento è riuscito in pieno. Ne è nata una cavalla tuttora in salute. Difficile distinguerla dalla madre: appena visibili infatti le differenze: questo perchè le cellule del pigmentonon migrano mai in modo sovrapponibile.

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Si potrannoi così riprodurre anchge cavalli campioni di corsa, che come da tradizione, sono castroni incapaci di riprodursi. Ora con la clonazione si potrà attenere una copia esatta del cavallo campione, ma occorrerà anche da fattori esterni di crescita e di allenamento se il cavallo clonato diventerà a sua volta un campione di corsa al trotto.

mucche clonate

Quello che può tranquilizzarci è che gli animali clonati esistono solo nei laboratori: non negli allevamenti di animali atti alla macellazione quindi: quandoi compriamo una porzione di carne in macelleria possiamo stare sicuri che non si tratta di un animale clonato.

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OGM: come cambia la natura.

Gli organismi geneticamente modificati, noti come OGM, costituiscono una rivoluzione della natura, dove gli elementi naturali vengono modificati e questo processo coinvolge quasi tutta l’ agricoltura. I prodotti della natura sono capaci di non ammuffire o di essere repellenti verso i propri animali parassiti: tutto questo semplicemente modificando il codice genetico del prodotto in questione, sia esso una mela, che appunto non sviluppa batteri, o un cultivar di vite da vino, ch diviene più forte e resistente.

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Ma come vanno le cose da noi? Gli ogm sono visti come una minaccia alla cultura alimentare tradizionale, ma non è così. Almeno questo lo sostengono i produttori convertiti alla modificazione cellulare di prodotti naturali.Occorre ancora sviluppare ulteriori e più profonde analisi per stabilire la pericolosità degli ogm. Bisogna riconoscere che già ora in prodotti da supermercato come merendine, cereali ,maionese e biscotti si trovano materie prime geneticamente modificate. Queste materie prime sono l’amido di mais e la leticina di soia costituenti appunti di prodotti alimentari di larga diffusione.

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Il 90% delle colture ogm è concentrata in Usa, Argentina, Brasile e Canada. Lo scorso anno l’Italia ha importato 24 milioni di tonnellate di soia geneticamente modificata; per i mangimi proteici di animali, infatti, dipendioamo quasi completamente dalle importazioni di materia prima. Un altro dato di rilievo è che la quasi totalità dell’insulina usata in medicina per i diabetici è transgenica.

Nei laboratori di biotecnologia si continua a ricercare, e il progresso è in continua crescita. Presto avemo nuove scoperte.

Venter brevetta la vita artificiale

Craig Venter, figura emblematica nel campo della genetica e padre del sequenziamento del dna umano, ha espresso la chiara intenzione di brevettare la vita. Vita artificiale, certo, ma pur sempre vita.

Craig verter

Dopo la recente realizzazione di un cromosoma di sintesi, elemento chiave per la costruzione di un essere vivente artificiale, il professor Venter ha inoltrato richiesta alle autorità americane per tutelare non solo il batterio in preparazione, ma ogni successiva evoluzione della scoperta. Una tale richiesta, se venisse accettata, spalancherebbe le porte ad un monopolio sul dna sintetico, richiamando alla mente scenari di Asimoviana memoria.

I possibili sviluppi della ricerca di Venter andrebbero a toccare il campo della medicina, consentendo la produzione di vaccini ad hoc per ogni singola necessità, o persino la creazione di batteri artificiali con compiti specifici, ad esempio quello di eliminare tossine dall’organismo. Sebbene l’attuale stato degli studi sia indirizzato a creare unicamente organismi di una sola cellula, non è escluso che in futuro si possa arrivare a “creare” strutture geneticamente più complesse.

La rivista New Scientist si è fatta portavoce delle perplessità del mondo scientifico, sollevando la questione del brevetto domandato da Venter. La risposta è stata unanime: non è ammissibile che alla ricerca vengano posti simili limiti, senza dimenticare che la scoperta è stata anche frutto di studi precedenti, il cui contributo non può venir trascurato.

 

Via | Molecularlab.it

Via| Repubblica.it

Via | Wikipedia