E Berlusconi emulò Sgarbi

Rai

Culattoni raccomandati, gridava qualche tempo fa l’attuale, benemerito Assessore alla Cultura della città di Milano a quei bricconcelli del Trio Medusa. Altri tempi? Affatto.

Berlusconi, in Rai solo se ti vendi

Intercettazioni, e’ un attacco violento e criminale

(ANSA) – ROMA, 20 DIC – ‘Voglio essere chiaro: in Rai si lavora soltanto se ti prostituisci oppure se sei di sinistra’, afferma Silvio Berlusconi. A un pranzo con gli eurodeputati di Fi, l’ex premier ha sottolineato che ‘in Rai non c’e’ nessuno che non sia stato raccomandato, a partire dal dg che non e’ certo stato scelto attraverso una ricerca di mercato’. E’ poi tornato sulle intercettazioni on line: si tratta ‘di una entrata violenta, di un attacco violento’ e di ‘una cosa veramente criminale’.

Doverosamente citata e riportata l’Ansa. La politica è malata, di una malattia strana cui nessuno ha la minima intenzione di far fronte. La Rai è strumentalizzata, la Rai è infiltrata, la Rai è manipolata, corrotta, politicizzata, rovinata. In Rai, è probabilmente difficile trovare un solo dipendente o collaboratore esterno che non abbia ricevuto, se non una spintarella, quanto meno una nomina targettizzata. Non si contano, le leggende metropolitane e non al merito. Ma buttarla sulla prostituzione no. Buttarla sul “sono di sinistra” neanche.

Significa maltrattare il problema, togliergli dignità, credibilità, gravità. Significa guardare impotenti Prodi da Fazio a “Che Tempo fa?” e non avere più neanche la forza di pensare “Dì qualcosa di sinistra” colti da giustificata crisi isterica. Significa trattare la realtà col qualunquismo delle beghe di Palazzo di questi tempi, mentre la Thyssenkrupp, oggi, ne ha un altro sulla coscienza. Mentre giovani di 25-26-27-28 etc anni si impelagano per il loro quarto stage gratuito, nell’eventualità della spintarella mancante o della non vocazione alla professione. Giovani, carini e disoccupati, ci ridono sopra ma stanno crescendo e le braghe di tela si fanno sentire.

La Rai è la rappresentazione pubblica e pubblicamente ignorata dei nostri tempi, dell’Italia triste del New York Times, delle corna di Silvio nelle foto di gruppo e della flemma del Professore. “Loris Mazzetti ha dato voce a tanti che hanno resistito e resistono a un potere che così occulto poi non è”. Enzo Biagi, in quarta di copertina de “IL LIBRO NERO DELLA RAI. Fatti e misfatti della tv di Stato raccontati da un protagonista. Tra censure e autocensura, ricerca della qualità e rincorsa dello share, giochi di potere e servizio pubblico. Di tutto, di più “.

Loris Mazzetti è oggetto di provvedimento disciplinare da parte della Rai per quanto affermato nel corso di una puntata di Annozero.

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Così parlò Zapatero

Viva Zapatero

Lui lo aveva detto. Aveva correttamente annunciato ogni cosa. Anzi, ci era andato largo con i tempi. E ora, l’Italia deve fare i conti con l’annunciato sorpasso.

Il leader del PSOE, il Partito Socialista degli Operai Spagnoli (Partido Socialdemocratico de los Obreros Espanoles) José Luis Rodriguez Zapatero ci aveva dunque scommesso.

A settembre dell’anno scorso aveva annunciato che la Spagna avrebbe superato Italia e – già che c’era – anche la Germania, in termini di Pil assoluto, nell’arco di quattro anni. Il leader non parla a caso: il Pil del suo Paese, infatti, cresce a un ritmo doppio rispetto a quello italiano. Semplicemente. E l’Eurostat, l’Istituto Europeo di Statistica, ha prontamente testimoniato: certificando, dati alla mano, l’accelerazione della Spagna nella classifica del Pil pro-capite. I cugini iberici scavalcano, dunque, le nostre tribolate casse in termini di potere d’acquisto. Semplicemente: se la media europea è 100, il Pil pro capite in Italia decresce vistosamente negli ultimi tre anni. 103 nel 2006, 105 nel 2005 e 107 nel lontano 2004. La Spagna, invece, segue un trend opposto: 105 per il 2006, mentre nel 2004 era appena sopra la media, con 101. Numeri che ci fanno fare, eufemisticamente, una figuraccia.

Il Lussemburgo, dal canto suo, è sempre lì: vanta un Pil pro-capite pari a 280, cresciuto rispetto agli anni precedenti – nel 2004 si assestava a “solo” 254. E’ il capolista. Trend negativo anche per i tedeschi, prossima sfida e soglia della corsa di Zapatero alla crescita dell’economia in ambito europeo: passa dal valore di 117 del 2004 a quello di 114 del 2006. anche la Gran Bretagna è in ribasso, passando a 118 quando tre anni fa si assestava su una media di 122. La Francia non si schioda dal suo 111, che le assicura di essere di un filo sopra la media degli Stati che hanno adottato l’euro (110 per il 2006).

Zapatero lo aveva detto, ma anche il New York Times. Paese triste? Declino? L’Italia è al nono posto, dopo India e Russia, nella classifica stilata dalla Banca Mondiale, del potere d’acquisto di 146 paesi nel mondo, in base a Pil, tasso di cambio e inflazione.

In fondo, in Spagna il clima non è affatto male per pianificare un bel trasloco.