Nutrire la mente

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Se vuoi affinare le tue capacità mentali e aumentare le tue potenzialità celebrali devi applicarti su speciali cibi, e mantenere un certo stile di vita corretto e, se possibile, compiere giochi logico matematici come quiz. A tavola prediligi il pesce, ricco di acidi grassi che combattono la depressione e la perdita di memoria. Gli acidi grassi che troviamo nel pesce potenziano le cellule celebrali. Da evitare invece gli alcolici, che possono distorgere la percezione degli eventi che accadono intorno a noi: l’alcol altera la locuzione verbale, la memoria a breve termine e rende minore la coordinazione dei movimenti delle mani e degli occhi.

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Da prediligere l’attività fisica: il fitness intereagisce con i problemi sociali risolvendoli e migliora l’umore. Lo testimoniano anche ricerche universitarie: i pazienti che fanno attività fisica hanno un miglior rendimento mentale. Da provare subito.

Il fumo può contribuire alla perdita della memoria, sembra infatti che una deficenza celebrale sia correlata alla depressione tipica di alcuni fumatori: entrambi i motivi, il fumo e la depressione, rallentano i ritmi celebrali. La caffeina, spesso associata al fumo sotto forma di caffè espresso o solubile, stimola la attività delle cellule nervose. Cresce lo stato di allerta dopo un buon caffè, c’è una maggiore attività celebrale e la trasmissione nervosa celebrale è più veloce.

Insieme a tutto questo è comunque importante dormire un sufficente numero di ore: dormendo il cervello resetta la propria attività elettrica, si fissano le idee e le immagini nella memoria, si può dire che il cervello “si riposa” in questa fase. La privazione del sonno è la causa di maggiore stanchezza mentale, non si può sopravvivere senza dormire a fasi alterne alla veglia quotidiana. Possono esserci gravi conseguenze sulle performance e sulle funzioni celebrali.

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Quando finisce un amore.

Quando finisce un amore, cantava Riccardo Cocciante, e nella canzone seguiva un elenco di “vuoto nello stomaco” e “buco nella testa”; cioè quello che potremmo, nel linguaggio razionale chiamare malattie. Malattie che come il morbillo ci possono affliggere in specifico modo quando termina una relazione sentimentale di una certa importanza.

amanti da paracelso

Ogni anno in Italia 80mila coppie si dicono addio, secondo le stime ufficiali e secondo il psicologo Marsicano, psicologo e psicanalista, <<Tramonta una illusione, quella di avere trovato ciò a cui aspiravamo e che pensavamo che non avremo mai perso>>.

Il distacco dal partner è quindi una della cause di stress e nevrosi tra le più frequenti sia in uomini che in donne. Esiste invece una differente linea di pensiero tra chi lascia e chi é lasciato: per il primo abbiamo l’estrazione psichica da sè, mentre nel secondo caso abbiamo un evento traumatico in cui ci si oppone inutilmente al dolore della perdita.

Si cerca di trattenere il più possibile a sè le emozioni legate all’idea mentale che ci eravamo fatti del partner. Si arriva poi dal rincorre i ricordi al rifiuto del partner che ha causato la nostra sofferenza. Segue quindi un buio periodo di lutto che si vive in modo simile ad una morte. Ma, continua Marsicano <<Il lutto va accettato e vissuto pienamente>>. Restare attaccati al passato rallenta quindi il recupero e provoca dolore.

Con la soddisfazione dei romantici possiamo dire che i sentimenti sono eterni.

Ma sull’oggetto dei nostri sentimenti possiamo, ad un certo punto ed in una certa condizione, smettere di investire in affetto. Il nostro partner non risultà più desiderabile e non è più un oggetto di desiderio e di amore. In questo caso rivolgere le proprie attenzioni su un altro soggetto risulta essere una mossa vincente nella vita sentimentale.

Pronti ad investire sulla lunga durata del rapporto sentimentale quindi, ma anche pronti a ricominciare da capo; questo il must per gli amanti.

Venter brevetta la vita artificiale

Craig Venter, figura emblematica nel campo della genetica e padre del sequenziamento del dna umano, ha espresso la chiara intenzione di brevettare la vita. Vita artificiale, certo, ma pur sempre vita.

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Dopo la recente realizzazione di un cromosoma di sintesi, elemento chiave per la costruzione di un essere vivente artificiale, il professor Venter ha inoltrato richiesta alle autorità americane per tutelare non solo il batterio in preparazione, ma ogni successiva evoluzione della scoperta. Una tale richiesta, se venisse accettata, spalancherebbe le porte ad un monopolio sul dna sintetico, richiamando alla mente scenari di Asimoviana memoria.

I possibili sviluppi della ricerca di Venter andrebbero a toccare il campo della medicina, consentendo la produzione di vaccini ad hoc per ogni singola necessità, o persino la creazione di batteri artificiali con compiti specifici, ad esempio quello di eliminare tossine dall’organismo. Sebbene l’attuale stato degli studi sia indirizzato a creare unicamente organismi di una sola cellula, non è escluso che in futuro si possa arrivare a “creare” strutture geneticamente più complesse.

La rivista New Scientist si è fatta portavoce delle perplessità del mondo scientifico, sollevando la questione del brevetto domandato da Venter. La risposta è stata unanime: non è ammissibile che alla ricerca vengano posti simili limiti, senza dimenticare che la scoperta è stata anche frutto di studi precedenti, il cui contributo non può venir trascurato.

 

Via | Molecularlab.it

Via| Repubblica.it

Via | Wikipedia