Se il turismo è tutto quel che ci rimane…

Colonne San Lorenzo Milano

Dopo le infinite, annose questioni sul lancio dell’Italia e delle sue beltà culturali all’estero, dopo il sostanziale fallimento del portale italia.it, con tutti gli investimenti annessi e connessi fagocitati dalla non realizzazione, notizie confortanti arrivano dai numeri.

Italia crocevia di cultura. L’italiano medio, forse, non l’ha mai capito abbastanza. Ma il 2007 si chiude, finalmente, in positivo per l’industria del turismo del Bel Paese. Il bilancio è migliorato, e si potrebbe addirittura azzardare una speranza nell’assestamento della mentalità imprenditoriale nostrana. Il bilancio quindi, rispetto al 2006, è in aumento. Così come stanno crescendo il grado di fedeltà da parte degli stranieri in visita, la loro disponibilità a spendere e il loro numero.

Confortanti i numeri dell’Ufficio Italiano Cambi, l’ente pubblico, strumentale della Banca d’Italia, che svolge compiti di statistiche di bilancia dei pagamenti, di gestione delle riserve valutarie, di prevenzione e contrasto del riciclaggio dei proventi di reato. Secondo l’Uic, tra gennaio e settembre, gli stranieri in vacanza in Italia hanno sborsato più di 25 milioni. Un aumento percentuale del 1,7% rispetto allo scorso anno. Gli arrivi aumentano del 4,7% – 20 milioni e 558 mila in più. I pernottamenti passano a +0,8%.

L’Italia deve, e speriamo che lo capisca, puntare sulla sua forza, apprezzata all’estero e unica nel mondo: la città d’arte. Base concettuale non ancora sufficientemente assestatasi nel nostro turismo.

Secondo l’ENIT, l’Agenzia Nazionale del Turismo, i voli low cost aprono ad un mercato ancora tutto da sfruttare: l’Italia, insieme alla vicina Spagna, ne è diventata il mercato principale.

“Questo segnale importante per il nostro Paese – sottolinea il Presidente dell’ENIT-Agenzia, Umberto Paolucci – trova riscontro nella nostra indagine previsionale condotta dagli Uffici all’estero presso gli operatori della domanda organizzata, in prossimità delle feste natalizie, per percepire la dinamica dei mercati verso la destinazione Italia. Dalla Germania abbiamo forti segnali di fedeltà all’Italia: le previsioni per il 2007-08 indicano una crescita del turismo intermediato e le famiglie segnalano per l’Italia una stagione di stabilità, con punte di eccellenza per il Lago di Garda e, più in generale, per i Laghi del Nord, affiancati dalla costa veneta. Il prodotto città d’arte rappresenta una carta vincente del nostro Paese, che riscuote un crescente successo in virtù dei numerosi collegamenti aerei low cost, per i quali l’Italia rappresenta ormai il mercato principale, insieme alla Spagna”.

Alla conquista della Gallia. Le presenze francesi aumenteranno, si prevede, del 5% nel 2008. mentre per queste festività così malandate, minacciate, bistrattate, si prospetta lo strapotere delle destinazioni di campagna di alta qualità. Agriturismi et similia, tra le colline della Toscana e senza dimenticare Emilia Romagna e Piemonte. Gli anglosassoni sembrano, dal canto loro, essere attratti dal concetto di ecosostenibilità e di “verde”. L’Italia meta ambita anche degli ungheresi, e perché no, della Repubblica Ceca, dalla quale si prevede un aumento di presenze del 15-20%.

E l’Italia? Dovrebbe solo imparare ad utilizzare e non maltrattare quello che, bontà degli avi di ogni tempo, ha.

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